Lo smart office può essere considerato come un ecosistema di tecnologie di ultima generazione.

E’ composto da spazi lavorativi versatili e persone sempre più connesse tra loro; si caratterizza anche per l’uso degli spazi totalmente diverso dall’usuale: meeting room che diventano networking, realizzando una rete di contatti che rendono possibile la modalità di collaborazione in rete di più elaboratori e utenti allo stesso tempo.
Lavorare all’interno di questa rete permette anche di sfruttare, ampliare e condividere conoscenze, dati, capacità e opportunità: un buon investimento per l’allargamento del business aziendale.
Questo allestimento si realizza mediante l’installazione della rete Wireless, che permette una comunicazione e una connessione unica e costante: in questo modo si può operare anche al di fuori dell’ambiente lavorativo propriamente inteso.

Lo smartphone è il nuovo notebook: con il tablet fa parte della nuova categoria di strumenti tecnologici portatili e leggeri.
Il loro largo impiego in ambito lavorativo, permette alle persone di muoversi di più anche durante il lavoro, poiché non serve stare ore seduti alla scrivania, magari per leggere le mail.

Un layout flessibile è oggi fondamentale per garantire il corretto funzionamento della struttura di smart working aziendale. Infatti, la pianta dell’ufficio deve essere progettata per potersi modificare in breve tempo, senza andare incontro a notevoli costi di ristrutturazione o addirittura cambiare nel corso della giornata. L’ufficio smart è strutturato proprio con questo concetto, dotato di pareti divisorie e manovrabili che permettono di modificare rapidamente l’assetto spaziale, cambiando le dimensioni delle singole aree. La zona training, ad esempio, può essere separata dal resto dell’open-space grazie a una partizione vetrata, che all’occorrenza si apre per sgomberare lo spazio dalle sedute e ospitare ulteriori workstation tradizionali o smart.

Progettare uno smart office, quindi, non significa solo ridurre il numero delle postazioni di lavoro, ma ripensare gli spazi e i compiti di ognuno, in funzione della logica per cui vengono concepiti.